Sabato 28 gennaio, 10:51
La ministra dei trasporti elvetica Doris Leuthard e il suo omologo tedesco Peter Ramsauer hanno trovato un accordo sull'annosa questione dei rumori causati dagli aerei in arrivo e in partenza dall'aeroporto di Zurigo-Kloten.
I due ministri hanno firmato oggi a Davos, in margine al Forum economico mondiale, una dichiarazione d'intenti. Lo ha annunciato la stessa consigliera federale. Un trattato dovrebbe poi essere siglato entro l'estate prossima.
“La Svizzera ridurrà il suo traffico, ma non abbiamo ancora cifre precise", ha dichiarato Leuthard in una conferenza stampa congiunta con il ministro tedesco.
L’intesa prevede una riduzione complessiva dei voli sopra il sud della Germania, ma un incremento nelle ore mattutine e serali. Se miglioramenti tecnici porteranno ad una riduzione del rumore dei velivoli, un aumento degli atterraggi lungo quella rotta potrebbe poi essere ridiscusso.
La consigliera federale ha comunque ammesso che la Svizzera, per quanto riguarda il numero dei voli, potrebbe ottenere da questo accordo meno di quanto
aveva ottenuto con quello sottoscritto nel 2001 da Moritz Leuenberger, poi bocciato dalle Camere federali.
La vertenza tra i due paesi si trascina sin dagli anni ‘80, quando i comuni della Germania meridionale avevano comunicato a lamentarsi per il rumore provocato dagli aerei da e per Zurigo-Kloten. Nel 1984 era stato firmato un accordo amministrativo per “spartirsi” i voli, ma a seguito di nuove proteste il governo tedesco lo aveva disdetto il 23 maggio 2000 con effetto alla fine del 2001.
L'allora ministro dei trasporti Moritz Leuenberger riuscì poi a trovare un nuovo accordo che prevedeva una riduzione degli avvicinamenti e una estensione del divieto di volo notturno. Esso prevedeva una diminuzione da 150'000 a 100'000 voli d'avvicinamento nel giro di 41 mesi. Il nuovo trattato suscitò però vive critiche da parte dei partiti borghesi e le Camere federali si rifiutarono di ratificarlo nel marzo 2003. Come conseguenza Berlino mise in vigore nell'aprile successivo un'ordinanza ancor più restrittiva.
Da allora la vertenza ha ripreso vigore e si è trascinata fino ad oggi. Dal 2009 un gruppo di lavoro tedesco-svizzero è alla ricerca di una soluzione. Lo scorso agosto Doris Leuthard era giunta ad accusare i “talebani” della Germania meridionale di bloccare la ricerca di una soluzione. Aveva poi dovuto scusarsi di fronte all'indignazione degli interessati.
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