Lunedì 23 gennaio, 13:54

Nuove soluzioni per un mondo in crisi

La 42esima edizione del WEF a Davos 25 -29 gennaio

di Andrea Netzer

Quali cambiamenti immaginare per un mondo sempre più interconnesso, alla presa con enormi sfide sociali, economiche ed ambientali? Sono queste alcune delle questioni globali che verranno discusse nel corso della 42esima edizione del WEF, Il Forum economico di Davos, che si svolge dal 25 al 29 gennaio nella località grigionese.

"Più il mondo va male, maggiore è l'interesse"

Ma l’appuntamento con i grandi della politica, della cultura e del business, che registra quest’anno un record di partecipanti, oltre 2600, rappresenta anche una piattaforma ideale per intavolare delle discussioni informali lontani da occhi indiscreti, concludere nuovi affari e stringere alleanze.

L’interesse per il WEF, nonostante le critiche espresse regolarmente da più parti sembra dunque crescere ogni anno "Più il mondo va male, maggiore è l'interesse" ha affermato in un incontro stampa a Parigi il fondatore del Forum Klaus Schwab.

I governi del mondo intero sotto lo stesso "tetto*

Alla manifestazione partecipano da 30 a 40 capi di stato ( tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, invitata ad aprire i lavori) 200 ministri, decine di premi nobel, oltre un migliaio di imprenditori nonché banchieri centrali tra cui il presidente ad interim della Banca nazionale Tomas Jordan. La Svizzera sarà presente inoltre con ben 6 consiglieri federali su 7 - manca solo la ministra di giustizia Simonetta Sommaruga.

"La grande trasformazione definisce nuovi modelli"

Il forum, che si svolge tra l’altro in piena crisi dell'eurozona, sarà occasione per personalità di tutto il mondo di incontrarsi e discutere di nuovi modelli di crescita: "The great transformation: shaping new models" è il titolo scelto nella consapevolezza che l'attuale paradigma richiede cambiamenti profondi per garantire uno sviluppo economico e sociale più equo e sostenibile per l’intero pianeta e chi lo abita.

Gli Occupying, dalla tenda all'igloo

Oltre che per le sue conferenze e per i suoi incontri, il WEF è conosciuto per suscitare le proteste degli altermondialisti. L'apice delle proteste era stato toccato nel 2000, quando in occasione della visita del presidente statunitense Bill Clinton c’erano stati gravi scontri con la polizia.

Quest’anno i manifestanti, vicini al movimento critico degli Occupying ( OccupyWEF), hanno eretto un improvvisato campo igloo nel parcheggio di una teleferica. In stile con quanto già fatto a Zurigo, New York e in altre città promettono una protesta assolutamente non violenta.) Come sempre il forum di Davos sarà seguito da un imponente apparato mediatico.

WEF alla RSI

Anche la RSI riferirà su radio, Tv e Web su quanto accade dentro e a margine del WEF con i suoi 5 inviati Marzio Pescia, Pietro Bernaschina, Nicola Zala, Manjula Bhatia e Andrea Netzer.

Ascolta anche:

L'opinione di Luca Fasani, responsabile della redazione di Economia alla RSI, sui retroscena del WEF.

Da Radio e TV

>> Proteste sempre più "creative"

>> L'euro a Davos

>> Il 42° WEF è partito

>> Vantaggi e svantaggi per il Comune

dai Radiogiornali

Il bilancio del WEF è stato bocciato in Brasile.
Da Davos sono uscite solo ricette “fallimentari”. a dirlo è la presidente Dilma Roussef, che come ricordavamo ha disertato il Forum economico per andare a quello Sociale di Porto Alegre, nel sud del suo Paese. E lì Emiliano Bos ha incontrato Gilberto Carvalho, attuale ministro alla segreteria della presidenza, l’uomo della continuità tra l’ex-capo di Stato Lula e l’attuale Roussef, in carica da poco più di un anno. A lui ha chiesto se il Brasile può rappresentare un modello di sviluppo alternativo.

La crisi europea vista da Oriente. Quale potrebbe essere il contributo dell'Asia per uscire dall'attuale crisi finanziaria che sta vivendo l'Unione Europea. La nostr inviata Manjula Bhatia ne ha parlato con un economista d'eccezione, l'ex primo ministro sud coreano Han Seung-soo, che è stato anche ministro del commercio e dell'industria, e attualmente è presidente dell'Istituto globale per la crescita verde.

Metà della forza lavoro mondiale o è disoccupato o è impiegato in lavori precari. Questo l'allarmante dato reso noto dal direttore generale dell'Ufficio internazionale del lavoro Juan Somavia al Forum economico di Davos. Preoccupa soprattutto la crescente disoccupazione giovanile, una situazione che anche i leader europei hanno promesso di affrontare al vertice Ue di lunedì.

l contenzioso fiscale che divide la Svizzera dalle autorità statunitensi potrebbe essere risolto ancora entro la fine del 2012. Lo ha detto ieri sera a Davos la presidente della confederazione Evelyne Widmer Schlumpf dopo l’incontro che si è svolto con il segretario al tesoro statunitense Timothy Geithner.

Il forum di Davos, è noto ,da tempo non ospita più solamente i rappresentanti della politica e dell’economia, ma anche artisti, filosofi e leader religiosi.
L’attore giapponese Ken Watanabe, ha parlato dei sentimenti umani privati e collettivi di fronte alla tragedia nucleare di Fukushima e allo Tsunami e presenterà in anteprima proprio al Wef un suo documentario.

Il forum presta particolare attenzione alle giovani promesse dei paesi emergenti. Si conferma la presenza crescente di dirigenti d'azienda ed esponenti della società civile provenienti dall'Asia.

I risultati 2011 del gruppo multinazionale basilese Novartis, pubblicati ieri, registrano un calo dell’utile con l’annuncio - e la successiva retromarcia - di licenziamenti di massa di personale altamente qualificato. Un tema di discussione anche al WEF.

I paesi emergenti, di fronte alle difficoltà dell’Euro e dell’Europa, reclamano nuove soluzioni e posizioni chiare, visto che il problema europeo rischia di trasformarsi in un deficit globale.

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