Lunedì 06 settembre, 21:32

Il PPD non prende misure contro Ravi

Vale il principio della presunzione di innocenza, al termine della procedura penale ci sarà un riesame

Yasar Ravi a fine agosto è stato rinviato a giudizio per la compravendita parzialmente in nero di una villa a Castagnola. Una transazione formalmente alterata dalla proprietaria dell'immobile, nella quale l'avvocato e granconsigliere PPD avrebbe giocato un ruolo determinante.

L'atto d'accusa del Procuratore pubblico Arturo Garzoni parla infatti di allestimento di un doppio contratto (di cui uno fittizio) per l'abbassamento del prezzo di vendita della villa. Uno stratagemma, sembra, commissionato dalla donna ma ideato dallo stesso Ravi. Tutto questo per ingannare soprattutto il fisco, con la sottrazione di parte dell'imposta sull'utile immobiliare. Di qui le accuse di frode fiscale, falsità in documenti e conseguimento di falsa attestazione contro l'avvocato e la sua cliente.

Richiamato il principio della presunzione di innocenza, che deve valere per ogni cittadino indipendentemente dalle sue funzioni politiche, non disponendo di informazioni che possano giustificare un atteggiamento diverso, l'ufficio presidenziale, riunitosi ieri sera, ha deciso di non adottare misure nei confronti del deputato. La posizione del Partito sarà riesaminata in base alle risultanze della procedura penale. Resta l'interrogativo se Ravi sarà ricandidato alle elezioni del prossimo anno.

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