Lunedì 06 settembre, 21:40
Gianfranco Fini nonostante tutte le differenze emerse negli ultimi tempi non sottrarrà l'appoggio al governo di Silvio Berlusconi anche se annuncia la morte del Popolo della Libertà.
Nel suo atteso discorso a Mirabello, in Emilia, il presidente della Camera ha proposto domenica al capo del governo un nuovo patto politico per la maggioranza fino alla naturale conclusione della legislatura nel 2013. Fini ha difeso nel contempo il diritto alla critica del suo partito (Futuro e libertà) verso le scelte dell’esecutivo.
Secondo Fini il Popolo della Libertà, la formazione nata dalla fusione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, non esiste più. Sono soprattutto le questioni legate alla giustizia ad avere aumentato il divario tra Fini e Berlusconi.
''La situazione ora è difficile, così è dura andare avanti". Questo il commento di Umberto Bossi alle dichiarazioni di Fini a Mirabello. "E' come se il presidente della Camera avesse detto: 'non voglio accordi con il Carroccio, anzi, ce l'ho con il Nord'" - ha detto Bossi.
E Umberto Bossi, alleato di Berlusconi, discuterà lunedi sera con il presidente del Consiglio sull'effetto che le dichiarazioni di Fini potranno avere per il quadro politico italiano.
Se Berlusconi non ha ancora commentato il discorso, i suoi luogotenenti sono molto critici. L’intervento del presidente della Camera è infatti considerato una sponda all’opposizione e alla magistratura, un attacco durissimo al governo e all’alleanza tra Pdl e Lega.
Nei prossimi mesi si saprà se si andrà ad elezioni anticipate in primavera o se ci sono le condizioni per proseguire la legislatura.
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