Giovedì 02 settembre, 11:39
I dipendenti pubblici hanno respinto l’offerta del governo, che propone l’aumento dei salari del 7,5% e un contributo mensile per l’affitto pari a circa 100 franchi. I lavoratori chiedono un incremento in busta paga dell’8,6% e l’equivalente di 130 franchi per la casa.
Gli impiegati dello stato, un milione e 300 mila persone, proseguono dunque lo sciopero che da tre settimane paralizza il paese e che, secondo gli economisti, costa circa 160 milioni di franchi al giorno. E che soprattutto ha già fatto dimenticare i benefici portati dal torneo mondiale di calcio appena concluso. La fiducia degli investitori stranieri nei confronti del paese africano è calata notevolmente, l’esecutivo ha fatto presente che accogliere le richieste dei sindacati porterebbe a forti tagli nel bilancio nazionale.
Dal TG del 18 agosto 2010
Per il momento la principale associazione dei lavoratori, il sindacato COSATU, ha evitato che alla protesta si associassero altre categorie professionali, come i minatori e gli addetti al settore manifatturiero, che avrebbero danneggiato ulteriormente l’economia nazionale. Questo consente al presidente Jacob Zuma e al suo partito, l’African National Congress, di cercare un accordo con maggiore calma. Scuole chiuse, tribunali costretti a rinviare le udienze, gli ospedali forniscono solo le cure di emergenza, oggi è previsto un nuovo incontro tra i rappresentanti del governo e i delegati sindacali, ma la speranza dell’esecutivo è che tra le file dei lavoratori, che appaiono a questo punto molto divisi sul da farsi, prevalga il desiderio di raggiungere un accordo.
Domenica 12 febbraio, 08:30
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