Giovedì 02 settembre, 13:00
Il PPD approfitta delle speculazioni su Ueli Maurer per presentare il proprio modello d'esercito.
Ridotto a 80'000 uomini, il corpo non dovrebbe costare più di quattro miliardi di franchi all'anno. Luce verde all'acquisto del nuovo aereo da combattimento.
Presentando stamani a Berna il concetto del suo partito, il presidente del PPD Christoph Darbellay non ha tralasciato di punzecchiare il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS). «La minaccia non giunge più dall'Est, bensì dal DDPS», ha esclamato.
Secondo i democratici cristiani, l'esercito dovrebbe concentrarsi su determinate missioni. Sarebbero sufficienti 80'000 militi, al posto dei 120'000 previsti da Esercito XXI. Dovrebbe essere mantenuto il bilancio attuale annuo di quattro miliardi di franchi. Non è dunque assolutamente il caso di aumentarlo di svariate centinaia di milioni di franchi, come vorrebbe Ueli Maurer, ha sottolineato Darbellay.
Per quanto riguarda la sostituzione degli aerei Tiger, il cui costo è valutato tra 3,5
e 5 miliardi di franchi, questa dovrebbe essere finanziata attraverso sia tagli nei programmi d'armamento, sia crediti speciali (che dovrebbero poi essere rimborsati).
"Non vogliamo un esercito di volontari, difficile da realizzare, o di professionisti, che riunirebbe tutti i vari rambo o desperados'", ha dal canto suo sottolineato il consigliere agli Stati Bruno Frick (SZ). Così l'espondente del PPD ha rilanciato l'idea di un obbligo generale di prestare servizio. Obbligo più aperto rispetto alla leva obbligatoria, ma comunque basato su un'armata di milizia.
Frick si è poi espresso a favore della collaborazione internazionale, partecipando ad un'alleanza europea "senza rinunciare alla neutralità". In sostanza si parteciperebbe a missioni di mantenimento della pace, senza combattere.
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