Giovedì 02 settembre, 22:31
La Svizzera è tornata a utilizzare investigatori in Kosovo per controllare persone sospettate di truffare l'Assicurazione invalidità (AI), secondo quanto ha anticipato al Tagesanzeiger.ch/Newsnetz il portavoce dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali Harald Sohns.
Nell'estate 2009 la società austriaca Avus aveva rimesso il mandato di sorveglianza in seguito alle pesanti minacce ricevute ma lo scorso dicembre l'attività è stata ripresa da un nuovo partner. Non sono stati divulgati particolari, né le generalità del servizio. Il portavoce si è limitato a precisare che si tratta di specialisti, non armati, che nel quadro dello stato di diritto osservano i beneficiari di rendite su suolo pubblico, raccogliendo prove (foto, filmati, testimonianze) in grado di essere eventualmente usate in un film.
In Kosovo risiedono attualmente 90 beneficiari di rendite AI complete e 300 di rendite supplementari per figli e, secondo il Dipartimento dell’interno, i casi potenziali di abuso sono sicuramente circoscritti.
L'AI ha avviato nell'agosto 2008 un'offensiva contro i falsi invalidi all'estero e in Thailandia e in Kosovo sono stati impiegati anche investigatori. Inoltre dalla primavera i nuovi beneficiari di rendite AVS e AI di nazionalità kosovara possono peraltro incassare i loro assegni solo se hanno residenza in Svizzera (Berna ha deciso di non rinnovare l'accordo bilaterale con Pristina sulle assicurazioni sociali).
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