Giovedì 02 settembre, 13:01
Il testo chiede l'abbandono dei progetti di liberalizzazione del mercato, il mantenimento della rete di uffici postali, e la creazione di una banca postale nelle mani della Confederazione.
La Posta gode di buona salute e i suoi servizi non devono essere ridotti. Questo, in sintesi, l’obiettivo di fondo che accompagna l’iniziativa “per una Posta forte”, lanciata da Partito socialista, Sindacato della comunicazione e Comedia che, in cinque mesi, ha raccolto oltre 110'901 firme. Firme che, sono state consegnate questa mattina alla Cancelleria federale a Berna. Per gli iniziativisti, la volontà dell'azienda e del mondo politico di ridurre la rete di uffici postali e di aprire il mercato è incomprensibile.
I promotori, colgono così l’occasione per esercitare pressioni sul Consiglio nazionale: la Camera del popolo si occuperà infatti della revisione della legislazione postale nell'imminente sessione autunnale.
Secondo l'iniziativa, una rete fitta di uffici postali, non agenzie nei negozi di paese, può essere finanziata attraverso il mantenimento del monopolio nella distribuzione delle lettere e con la creazione di una vera banca postale. Un aspetto, soprattutto quest'ultimo, che sotto la cupola di palazzo federale ha sempre incontrato resistenze.
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