Giovedì 02 settembre, 06:53
12 milioni di euro. Due persone arrestate (il denunciato e – clamoroso– il denunciante). Altre tre, tra cui un fiduciario luganese, indagate. Vittima del raggiro: la ERG, il colosso energetico italiano.
Un’inchiesta, quella affidata al procuratore Andrea Gianini, che ieri mattina, fino a notte fonda, ha mobilitato quasi tutto il gruppo finanziario del ministero pubblico. Ben quattro (Tattarletti, Balerna e Bergomi, oltre allo stesso Gianini) i magistrati impegnati, a tambur battente, negli interrogatori.
In manette sono finiti due italiani, entrambi attivi nel commercio del gas naturale. Si tratta di un 45enne residente nel Luganese, a capo di una società con sede a Paradiso, e di un 65enne domiciliato in provincia di Bergamo. Sono accusati di truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele e falsità in documenti.
Al GIAR Ursula Züblin il compito di decidere se convalidare o no il loro arresto. Secondo gli inquirenti i due avrebbero rivenduto sul mercato il gas acquistato dalla Erg, per poi spartirsi i guadagni senza pagare il fornitore.
In Italia, dove si parla anche di evasione fiscale, è peraltro già pendente una causa civile. Una versione ben diversa da quella fornita dallo stesso 65enne, che agli iinizi di agosto aveva denunciato il socio in affari accusandolo d’avergli sottratto, attraverso provvigioni non autorizzate, 5 milioni di euro. Per lui davvero un autogol.
E la metafora calcistica è quantomai appropriata. La ditta di Paradiso (creata con i profitti conseguiti ai danni della Erg) è infatti sponsor dell’Atalanta, la squadra di Bergamo.
I soldi sottratti sono stati in buona parte recuperati. Numerosi i sequestri disposti dalla magistratura, agl’inizi di una partita che si preannuncia lunga e complessa.
Francesco Lepori
Domenica 12 febbraio, 08:30
Domenica 12 febbraio, 15:24
Domenica 12 febbraio, 10:56
Domenica 12 febbraio, 14:16
Domenica 12 febbraio, 11:34
Domenica 12 febbraio, 10:20