Mercoledì 01 settembre, 21:12
Che dopo 11 anni di assenza, il Ticino rivendichi in maniera compatta un posto in Consiglio federale era abbastanza prevedibile.
Gli steccati partitici si sono infranti in un momento in cui si sono acuiti a sud delle Alpi i timori di una progressiva emarginazione e della crescita del divario economico con il resto del paese (piazza finanziaria minacciata dai vari scudi fiscali italiani, Ferrovia 2030, ecc.). Ma questa volta, oltre alle dichiarazioni di rito, è stato fatto un passo in più.
Non succedeva infatti da un secolo, dall’elezione del leventinese Giuseppe Motta nel dicembre 1911, che la deputazione a Berna non si muoveva all’unisono. I parlamentari ticinesi, ha svelato Filippo Lombardi al termine dell'incontro con il governo ticinese, scriveranno al gruppo parlamentare liberale radicale per chiedere che Ignazio Cassis venga inserito nel ticket PLR all’elezione del 22 settembre. Analoga missiva sarà recapitata ai colleghi delle due Camere.
Ha inoltre suscitato interesse il concorso per il posto di delegato per il Ticino a Berna, chiusosi ieri. Sono infatti state 32 le candidature, che saranno vagliate dal Consiglio di Stato nel corso del prossimo mese. Nell’incontro sono state espresse preoccupazioni per il progetto Ferrovia 2030, un piano di investimenti prioritari che si è sostanzialmente disinteressato del Ticino.
Domenica 12 febbraio, 08:30
Domenica 12 febbraio, 15:24
Domenica 12 febbraio, 10:56
Domenica 12 febbraio, 14:16
Domenica 12 febbraio, 11:34
Domenica 12 febbraio, 10:20