Venerdì 13 agosto, 09:40
“Il divieto ha portato ad un fallimento totale”, afferma Dick Marty in un'intervista che sarà pubblicata domani dal quotidiano austriaco Kurier.
La proibizione delle droghe pesanti fa soltanto salire i prezzi e porta benefici notevoli alle mafie, ma non riduce l'accesso agli stupefacenti, sostiene il senatore PLR.
“Dobbiamo privare i criminali di questi benefici”, aggiunge Marty che, in veste di procuratore generale ticinese, ha combattuto per quasi quindici anni il traffico di sostanze illecite.
Interrogato su ciò che lo ha portato a cambiare idea su questo tema, il consigliere agli Stati spiega che sono “sempre i più piccoli” a finire davanti ai giudici, mentre i baroni della mafia agiscono perlopiù indisturbati, risiedono in alberghi di lusso e dispongono di relazioni privilegiate con il mondo dell'economia.
Inoltre, aggiunge, “non è mai stato così facile come al giorno d’oggi procurarsi della droga”. Marty ammette comunque che una liberalizzazione potrebbe aumentare il consumo di stupefacenti, ma, dall’altra parte, porterebbe sicuramente ad una diminuzione della criminalità.
Il politico ticinese è in ogni caso scettico circa la concretizzazione nei prossimi anni di una legalizzazione internazionale: “non la vedrò con i miei occhi”.
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