Venerdì 19 marzo, 21:56

Nigeriano morto mentre direttore UFM era a Kloten

Alard du Boys-Reymond sostiene però di non aver assistito alla scena incriminata

Il direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) mercoledì sera si trovava all'aeroporto di Zurigo, quando, poco prima della partenza di un volo speciale per Lagos, è deceduto un detenuto nigeriano 29enne che doveva essere espulso verso il suo paese di origine. L'alto funzionario dice di non aver constatato nessun atto di violenza da parte dei poliziotti presenti.

Il capo dell'UFM, Alard du Boys-Reymond - che ha assunto la carica dall'inizio di quest'anno - ha riferito, in un'intervista pubblicata oggi dalla “Mittelland-Zeitung”, di essersi trovato sul posto per osservare da vicino le modalità di un rinvio coatto. Lo stesso ha dichiarato di non aver visto come è morto il detenuto. 

du Boys-Reymond ha poi dhicharato: “Ho visto le persone alle quali venivano applicati i lacci per essere portate sul volo speciale, e fra questi anche il detenuto che poi è morto”. Era l'unica persona che sembrava creare problemi, poi tutto è successo molto in fretta".

L'alto funzionario ha quindi immediatamente contattato il capo della polizia aeroportuale zurighese ed entrambi hanno deciso di sospendere il volo speciale. L'eventuale collegamento fra la morte del detenuto e lo sciopero della fame che osservava da alcuni giorni è per il momento una “pura speculazione”. Spetterà al ministero pubblico della città sulla Limmat e all'Istituto di medicina legale fare più chiarezza.

Se le indagini dovessero mostrate che la sua morte non è stata causata dai lacci alle mani e ai piedi i rinvii forzati delle persone che si oppongono all'espulsione potranno riprendere, ha aggiunto il direttore dell'UFM.

Il nigeriano morto mercoledì sera all'aeroporto di Zurigo aveva presentato una richiesta d'asilo sulla quale l'UFM ha preso una decisione di non entrata in materia. Secondo quanto si è finora appreso, il detenuto, che non mangiava da alcuni giorni e opponeva resistenza, ha avuto problemi di salute e ha perso conoscenza dopo che è stato legato.

Le persone che lo accompagnavano hanno quindi sciolto i lacci ed hanno chiamato il personale sanitario, ma i tentativi di rianimazione sono risultati vani.  L'Ufficio federale afferma di essere “in stretto contatto con le autorità nigeriane”. Per il momento non si hanno notizie di critiche provenienti dalla Nigeria in relazione al tragico evento, ha dichiarato all'ATS il portavoce dell'UFM Jonas Montani.

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