Mercoledì 17 marzo, 12:55

Lugano meta finale del traffico criminale

Gli sviluppi dell'inchiesta internazionale su droga e riciclaggio

È un pesce grosso uno dei due italiani arrestati a Lugano nell'ambito del traffico internazionale di droga e riciclaggio.
Residente a Milano, l'uomo faceva parte di una vera e propria azienda del crimine, specializzata nell'organizzare il trasporto di cocaina dal Sudamerica all'Italia, in particolare Venezia e Milano, e poi al relativo riciclaggio a Lugano del denaro frutto del traffico, con la complicità del titolare della società VGP di Massagno.

L'inchiesta, partita dalla Procura antimafia di Venezia e in Svizzera affidata al giudice istruttore federale Jacque Ducry, è tenuta nel massimo riserbo perché si prevedono nuovi arresti.

Una trentina di questi sono già stati effettuati in Italia. Si tratta di trafficanti legati alla malavita e di alcuni elementi dei Nuclei Armati Rivoluzionari, organizzazione terroristica neofascista, riciclatisi nel traffico di droga. Per loro l'accusa è anche di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

I due indagati arrestati in Ticino, uno dei quali accusato anche di crimine organizzato, sono difesi dagli avvocati Luca Marcellini e Carlo Steiger.

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