Martedì 16 marzo, 17:47
Per uno dei due cittadini italiani anche l'accusa di crimine organizzato
Due cittadini italiani sono stati arrestati a Lugano nell’ambito di una inchiesta internazionale su droga e riciclaggio con ramificazioni in Svizzera, Italia e Brasile.
Il primo, titolare di una società di import-export con sede in via san Gottardo a Massagno, la VGP SA, è detenuto da un mese e mezzo con l’accusa di riciclaggio. Il secondo, che faceva la spola tra Ticino, Italia e Sudamerica, è in carcere preventivo alla Stampa dal novembre scorso con l’accusa di partecipazione a crimine organizzato, droga, riciclaggio e falsità in documenti.
L’inchiesta – affidata nel gennaio scorso al Giudice istruttore federale Jacques Ducry – parte dal Brasile, dove nel 2008 era stato arrestato un cittadino brasiliano fermato a bordo di un’auto carica di grossi quantitativi di cocaina e di importanti somme di denaro: si parla di diversi milioni di franchi.
Processato nel corso del 2009, l’uomo è stato condannato a trent’anni di prigione. Durante il processo è emerso il collegamento con l’Italia e con la Svizzera.
In Italia, l’inchiesta ha portato all’arresto di diverse persone, attualmente in carcere preventivo. Ad occuparsene sono la Procura di Venezia e la magistratura di Milano.
In Svizzera tutto si concentra su Massagno, dove operava la società sospettata di riciclaggio, e il cui titolare (che a Massagno è pure domiciliato) è finito in manette. A lui faceva capo anche il secondo italiano arrestato a fine novembre.
Quest’ultimo sembra aver avuto un ruolo chiave nella vicenda, punto di riferimento e di collegamento tra il gruppo di persone arrestate in Italia e il corriere brasiliano già condannato.
L’inchiesta, nelle mani della Magistratura federale, è tutt’ora in corso e non si escludono ulteriori clamorosi sviluppi.
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