Lunedì 15 marzo, 18:38
Le motivazioni addotte dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey: "ragioni di agenda"
Nessun Consigliere federale incontrerà il Dalai Lama nel corso della sua prossima visita in Svizzera prevista per il prossimo mese di aprile. Rispondendo oggi al Consiglio Nazionale, Micheline Calmy-Rey, ha addotto "ragioni di agenda" per giustificare la posizione del Governo. Pressata dalle domande di diversi depuatati, che giudicavano questa affermazione poco credibile e che ci vedevano un pretesto per non dover riconoscere che la Svizzera si piega alle pressioni di Pechino, la ministra degli affari esteri non ha fatto che ripetere la propria risposta, lasciandosi sfuggire soltanto un “purtroppo”.
Il Dalai Lama sarà presente alla cerimonia organizzata a Zurigo dalla comunità tibetana per celebrare i 50 anni dall'arrivo dei rifugiati in Svizzera. Calmy-Rey ha riconosciuto l'importanza che l'evento ha per la comunità tibetana e ha tenuto a precisare che la Svizzera prosegue la politica umanitaria che l'aveva portata ad accogliere i tibetani.
La ministra ha poi ricordato come il Consiglio Federale abbia autorizzato due uiguri provenienti da Guantanamo ad installarsi nel Canton Giura, suscitando le critiche della Cina. Calmy-Rey ha inoltre indicato che il Dalai Lama ha incontrato i membri del Consiglio Federale a quattro riprese. Di passaggio in Svizzera l'anno scorso, il leader spirituale tibetano è tuttavia stato ricevuto soltanto dalla presidente del Consiglio Nazionale, ruolo ricoperto a quell'epoca da Chiara Simoneschi-Cortesi (PPD/TI).
Nella sezione ASCOLTA , il servizio di Johnny Canonica
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