Lunedì 15 marzo, 13:23
Il Fronte Nazionale di Le Pen diventa quarta forza politica
Dura batosta per la destra del presidente Nicolas Sarkozy al primo turno del voto regionale in Francia, mentre volano il partito socialista (Ps) di Martine Aubry e il Fronte Nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen, in uno scrutinio che segna livelli record di astensionismo.
I socialisti incassano il 29,1% dei voti mentre il partito presidenziale dell'Ump si deve rassegnare al 26,1. Al secondo turno del voto, domenica prossima, il Ps potrà contare anche sui voti degli ambientalisti e della sinistra radicale, contro una destra che corre da sola. La sinistra, che dal 2004 guida 24 delle 26 regioni francesi (compresi i dipartimenti d'oltre mare), spera di realizzare il «grande slam» e vincere nelle uniche regioni ancora in mano a Sarkozy - Corsica e Alsazia - un modo per riguadagnare credibilità di fronte a una destra vittima del calo di popolarità di Sarkozy, che in questi ultimi mesi ha toccato i minimi storici (60% di opinioni negative secondo l'ultimo barometro).
Importante rimonta, invece, per il Fronte Nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen, che si impone come quarta forza politica nazionale, con uno score dell'11,5% ben al di sopra dei risultati ottenuti alle scorse elezioni legislative ed europee. Anche il MoDem, il partito centrista di Francois Bayrou, si trova a dover riconoscere la disfatta, uscendo fortemente ridimensionato dal primo turno, con meno del 5% dei voti. Calano di quasi 4 punti rispetto alle europee dello scorso giugno anche gli ambientalisti di Europe Ecologie, guidati da Daniel Cohn-Bendit, che totalizzano il 12,3% dei suffragi.
Altro dato fondamentale che emerge da questo primo scrutinio é l'astensionismo, che ha raggiunto livelli record. Più di un elettore su due ha boicottato il voto: il 53% degli aventi diritto ha disertato le urne. Al primo turno delle ultime regionali, nel 2004, l'astensione era stata del 39,16%. Sarkozy, che dopo i primi risultati ha convocato una riunione d'emergenza all'Eliseo, ha ribadito più volte che queste elezioni non possono avere conseguenze nazionali. Anche se è stato proprio lui stesso a convincere ben 20 dei suoi ministri a candidarsi al voto, il che ha dato una dimensione di test a questo scrutinio, l'ultimo grande appuntamento elettorale prima del voto presidenziale del 2012.
Il giorno dopo il grande sorpasso della sinistra sulla destra di governo, la Francia si appresta a vivere una settimana di fuoco dominata dalle trattative per il secondo turno di domenica prossima: 4 su 26 le regioni dove la destra può ancora sperare di vincere. I commenti degli analisti sono però puntati sui due fenomeni di maggiore impatto del voto di ieri, l'astensionismo e la rinascita del partito dell'estrema destra di Jean-Marie Le Pen.
Nella sezione ASCOLTA
- la corrispondenza da Parigi di Ruggero De Paz
- le considerazioni del politologo Paolo Modugno
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