Giovedì 11 marzo, 22:04
Rubati i dossier di 15'000 clienti e i dati di 9'000 conti ora chiusi
Il furto di dati della banca HSBC in Svizzera, di cui è entrato in possesso il fisco francese, interessa 15'000 clienti e 9'000 conti nel frattempo chiusi. A dirlo è stato il capo della filiale svizzera Alexandre Zeller. Il furto è stato perpetrato nel 2007 da un ex collaboratore informatico, Hervé Falciani, presso la sede ginevrina tre anni fa. I conti interessati dalla sottrazione erano stati aperti prima del 2006. Inizialmente la banca aveva parlato di pochi casi.
L'istituto si scusa presso i clienti coinvolti nel furto, compiuto da Falciani per “denunciare l'opacità imperante del sistema” – come aveva detto in un’intervista. Sulla vicenda ha ora aperto un'inchiesta anche la FINMA, l'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari, che
intende in particolare appurare se la sottrazione di dossier sia stata favorita da lacune nella sicurezza.
Il furto dei dati aveva fatto nascere un contenzioso fiscale tra Berna e Parigi. Il Ministero delle finanze francese, grazie ai dischetti forniti da Falciani, aveva potuto stabilire l’esistenza di circa 3'000 contribuenti sospettati fortemente di evasione o frode fiscale. Parigi aveva minacciato di reinserire la Confederazione nella propria lista nera dei paradisi fiscali, minaccia che non ha poi avuto seguito. Dal canto suo, il Consiglio Federale aveva deciso di congelare la firma dell'accordo di doppia imposizione con la Francia. Poi la crisi era rientrata dopo colloqui ad alto livello avvenuti a margine del Forum economico di Davos.
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