Martedì 09 febbraio, 22:04
L'uomo è accusato dell'omicidio intenzionale di Samuele Giorgi
Nella prima giornata del processo contro Sébastien Schneider, accusato di omicidio intenzionale, è stato dato spazio all'analisi della personalità dell'accusato. Schneider lo scorso 24 aprile uccise con 9 coltellate (di cui una al cuore) Samuele Giorgi al bar Mascotte di Chiasso.
Schneider: “Un politossicodipendente arrogante, prepotente e violento”
Sono i tratti della personalità dell’imputato elencati stamattina dal giudice Claudio Zali, rifacendosi alle molte testimonianze di chi, in passato, lo ha conosciuto. Sébastien Schneider ha però anche altri due elementi che lo hanno costantemente accompagnato nel corso della vita: la droga (a 11 anni iniziò con la canapa, a 14 con ecstasy e lsd, a 16 con l’eroina) e le armi, ciò che gli hanno fatto collezionare parecchie condanne per un totale di sette anni di carcere già scontati, la maggior parte dei quali in Ticino. Fra le vicende legate agli stupefacenti di cui ha già dovuto rendere conto a processo, lo spaccio di 2 kg di eroina al Parco Ciani di Lugano fra il 2000 e il 2001. Tre anni sospesi condizionalmente la condanna che gli venne inflitta, in virtù di un collocamento a Villa Argentina i cui esiti, tuttavia, non furono quelli sperati.
Il parere del perito psichiatrico
“La modalità della coltellata inferta al cuore di Samuele Giorgi fa pensare a un certo grado di intenzionalità del gesto”. Così il perito psichiatrico, sentito nel pomeriggio. Secondo il dottor Carlo Calanchini la capacità di intendere e di volere dell’imputato, in sé, è integra. Tuttavia, vi è una serie di fattori che denota una probabile (ancorché lieve) diminuzione delle sue facoltà di controllo al momento dei fatti: il suo disturbo di personalità antisociale (che si traduce nella “prevaricazione sugli altri” e nel “mancato rispetto delle leggi per soddisfare il suo egocentrismo”), il consumo cronico di droga ed alcune provocazioni che avrebbe subito la sera del 24 aprile, costituiscono insomma “una leggera scemata imputabilità” di Schneider.
"Sono stato aggredito"
Sostiene di essere stato aggredito e di aver estratto il coltello per difendersi Sébastien Schneider, nella ricostruzione dei minuti che precedettero il dramma del Bar Mascotte di Chiasso. Il 31enne vodese riconosce di aver colpito due volte Samuele Giorgi (di cui una “leggera” al volto), riconducendo però il tutto a un corpo a corpo di cui non ricorda i dettagli. Una versione che si scontra col referto autoptico sulla vittima (che parla di almeno nove colpi, di cui uno diretto al cuore che non può essere considerato accidentale) e con alcune testimonianze.
La sera del 24 aprile Schneider stava litigando con la sua ragazza, quando, a un certo punto, Samuele intervenne per separarli (“non si picchiano le donne”, la frase udita dalla cameriera del Bar Mascotte). Nacque a quel punto un secondo litigio fra i due uomini, sfociato nell’accoltellamento. L’imputato afferma però di non ricordare la coltellata mortale al cuore, di non aver avvertito nulla di particolare, rammentando unicamente di avere visto Samuele bloccarsi improvvisamente, girarsi e rientrare nel bar. “E le altre sette coltellate mancanti?”, ha chiesto il giudice Claudio Zali. Risposta: “non me le so spiegare”.
Domenica 12 febbraio, 08:30
Domenica 12 febbraio, 09:53
Domenica 12 febbraio, 10:20
Sabato 11 febbraio, 16:49
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