Dall'inizio della crisi, nella seconda metà del 2008, il dato non ha cessato di aumentare
(foto Reuters)
Dall'inizio della crisi, nella seconda metà del 2008, sono 4,3 milioni i posti di lavoro persi nell’Unione Europea; e nel periodo 2009-2010 ne saranno andati in fumo oltre 7 milioni, con una disoccupazione che toccherà quota 10%: é tutt'altro che finita la crisi secondo l'ultimo rapporto sull'occupazione pubblicato oggi, nel quale Bruxelles avverte che il fenomeno rischia di diventare strutturale. Un pericolo concreto pure negli Stati Uniti, dove il direttore generale del Fondo Monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn prevede un'occupazione in caduta libera ancora per qualche mese.
I senza impiego, secondo i dati raccolti dall’Esecutivo comunitario, sono in crescita dalla primavera del 2008 e lo scorso settembre hanno toccato quota 9,2%, cioè 2.5 punti in più rispetto al maggio del 2008, altrimenti detto 6,1 milioni di persone in più, per un totale salito a 22,1.
Più colpiti, secondo lo studio, i settori di industria ed edilizia e paesi come Spagna e Irlanda, dove la disoccupazione è quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno, o i paesi baltici, dove è addirittura triplicata. A perdere il lavoro sono stati soprattutto uomini, giovani, precari e poco qualificati.
Malgrado tutto, per Bruxelles il mercato europeo ha retto, merito del suo dinamismo.