Giovedì 02 settembre, 18:00

Scoppia un'altra piattaforma nel Golfo

Torna l’incubo “marea nera” davanti alla Louisiana, nessuna vittima ma la guardia costiera parla di perdita di greggio

Non ci sono vittime nell’esplosione della piatta forma petrolifera della Mariner Energy avvenuta oggi nel Golfo del Messico. Sono però contraddittorie le notizie su un eventuale disastro ambientale.

La compagnia proprietaria dell’impianto ha escluso la fuoriuscita di greggio ma la guardia costiera a successivamente individuato una macchia “lucente” lunga un miglio attorno alla struttura, la cui origine non è però chiara (potrebbe essere una perdita precedente).

L’allarme è stato dato verso le 9 di mattina da alcuni elicotteri e navi di passaggio che avevano scorto del fumo che si sprigionava dalla Vermilion Oil 380, eretta a 128 km dalla costa, non lontano (200 miglia a ovest) dalla tristemente famosa Deepwater Horizon della BP, esplosa il 20 aprile. I tredici operai si sono salvati dalle fiamme tuffandosi con i giubbotti salvagente in mare, che sono stati poi recuperati dai mezzi della guardia costiera, intervenuta tempestivamente in forze.

La società proprietaria, la Mariner Energy, ha parlato di un incendio in un deposito di gas mentre la piattaforma non era in funzione (nel senso che stava pompando greggio) ma la circostanza viene messa in dubbio dallo stesso governatore della Louisiana, Bobby Jindal. Di sicuro la profondità del mare nel punto dell’incidente è di appena un centinaio di metri e le eventuali operazione di chiusura del pozzo, qualora ve ne fosse la necessità, sarebbero molto più agevoli rispetto a quelle condotte 1524 metri sotto la Deepwater Horizon.

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