Netta affermazione dell'opposizione islamica nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento tenutesi nell'emirato del Kuwait. Secondo i risultati ufficiali l'opposizione ha infatti ottenuto 34 sui 50 seggi, nessuno dei quali è andato ad una donna.
Le elezioni, anticipate di un anno rispetto alla fine della legislatura, giungono dopo un scandalo per corruzione di deputati e le dimissioni del governo e del premier, l'emiro Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah che aveva sciolto la Camera a dicembre. Premiati i candidati sunniti, con 23 seggi contro i 9 della scorsa legislatura, ridotta la presenza dei deputati sciiti (minoranza nel paese) da 9 a 7 e quella dei liberali da 5 a 2. Annullata invece la presenza femminile: nessuna delle 23 candidate donne è stata eletta comprese le 4 deputate uscenti.
I risultati riflettono il clima in cui l'emirato petrolifero si è recato ieri alle urne: l'animosa turbolenza politica che ha caratterizzato gli ultimi mesi, energizzata nella richieste di trasparenza e riforme dagli eventi politici della regione, ha portato alla luce uno scandalo per corruzione che ha coinvolto 13 parlamentari a sostegno del governo e ha ulteriormente spinto le richieste di dimissioni dell'esecutivo. Il primo ministro si è dimesso a fine novembre. A dicembre l'emiro ha sciolto le camere e annunciato elezioni anticipate. L'affluenza alle urne è stata del 60%.