Venerdì 03 febbraio, 19:38
Nel pomeriggio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha messo a punto una versione definitiva della bozza di risoluzione arabo-occidentale che condanna le sanguinose repressioni messe in atto in Siria dal regime di Bashar al Assad.
Fino a stamani la Russia si era opposta al testo proposto dalla Lega Araba, anche dopo l'omissione del riferimento alla partenza di al Assad e all'embargo sulle armi, ma una successiva "conversazione costruttiva" tra la segretaria di Stato americana Hillary Clinton e il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov sembra aver fatto cambiare posizione ai vertici del Cremlino. Intanto, secondo difensori dei diritti umani, la repressione in Siria ha superato la soglia delle 14'000 vittime.
Nel testo definitivo della risolzione sulla Siria viene quindi esplicitamente esclusa la possibilità di un intervento militare nel paese arabo, anche se il Consiglio di sicurezza continua a "sostenere pienamente" il piano d'azione dell'organismo panarabo, che ieri ha costituito il principale nodo da sciogliere. Mosca aveva minacciato di bloccare la risoluzione con un nuovo veto in quanto le parole ricalcavano nella sostanza la necessità di un cambio di regime a Damasco.
Nel tardo pomeriggio una ventina di manifestanti hanno attaccato l'ambasciata siriana a Berlino, entrando nella sede diplomatica e mettendo a soqquadro parte dell'arredamento. La polizia è intervenuta è ha arrestato alcuni militanti antiregime. L'atto è stato duramente condannato dal ministero degli esteri tedesco, secondo il quale "attacchi ad ambasciate e a consolati devono essere perseguiti con tutte le conseguenze".
Venerdì 03 febbraio, 18:56
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