Una nuova era per il Ticino

di Marco Borradori

Marco Borradori, Consigliere di Stato

L’inaugurazione della linea ferroviaria del S. Gottardo nel 1882 portò benefici importantissimi a tutto il territorio e segnò, di fatto, l’entrata del Cantone Ticino nella modernità.

Con AlpTransit ci auguriamo di raggiungere lo stesso traguardo, ossia dotare il nostro Paese di un’infrastruttura ferroviaria adeguata ai bisogni della mobilità, dell’ambiente e dello sviluppo territoriale.

La caduta dell’ultimo diaframma del tunnel ferroviario più lungo del mondo ci proietta in una fase cruciale. I tempi di viaggio per i collegamenti dal Ticino verso Zurigo e Lucerna si ridurranno ben al di sotto delle due ore, invece delle tre attuali. Mentre per i collegamenti tra gli agglomerati di Bellinzona e Locarno da una parte, e quelli di Lugano e di Mendrisio-Chiasso dall’altra, il tempo di percorrenza si dimezzerà.

Sul versante sudalpino, nel tempo, dovranno poi essere avviati altri progetti per completare AlpTransit.

Il Ticino chiede a Berna di dare continuità alla modernizzazione in atto, con la circonvallazione di Bellinzona e il prolungamento del tracciato fino a Chiasso.

Intanto, a cavallo del confine, stanno entrando nel vivo i lavori per il completamento della tratta Mendrisio-Varese-Malpensa, che permetterà grazie al servizio ferroviario regionale transfrontaliero Tilo di mettere in rete il Ticino con la fascia di frontiera, attraversata ogni giorno da oltre 45000 lavoratori italiani.

La chiave di volta, come hanno riconosciuto le autorità italiane durante il Convegno sui trasporti tenutosi lo scorso 21 settembre a Roma, è il passaggio da una logica di tratte prioritarie a una logica di rete. La sola che può rendere veramente efficaci gli investimenti riservati alle grandi opere ferroviarie, permettendo a tutto il territorio di trarne dei benefici.

Tra pochi anni si aprirà una nuova era, carica di promesse. Occorre che il Ticino sia pronto a interpretare il proprio ruolo sull’asse nord-sud, motivato dalla sua funzione di ponte intelligente tra due culture, tra due realtà economiche: la Svizzera tedesca e il nord dell’Europa da una parte, l’Italia e il sud dell’Europa dall’altra. Questa è la nostra grande opportunità ed è qui che dobbiamo concentrare sforzi, visioni e speranze.

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